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Il percorso medico di maternità surrogata: una guida completa per i futuri genitori nel 2026

  1. Che cos'è la maternità surrogata dal punto di vista medico
  2. Fase 1. Screening medico: controlli per tutti e secondo standard rigorosi
  3. Fase 2. Creazione degli embrioni: FIVET, ICSI, PGT-A e PGT-M
  4. Fase 3. Preparazione dell'endometrio: la sincronizzazione è tutto
  5. Fase 4. Trasferimento dell'embrione: 20 minuti decisivi
  6. Fase 5. Conferma e monitoraggio delle prime fasi della gravidanza
  7. Fase 6. Assistenza prenatale 

La maternità surrogata non è una scelta tra diverse opzioni, ma l'unica strada per la nascita di un figlio geneticamente proprio. Perdite di gravidanza, l'assenza dell'utero, gravi patologie sistemiche o una diagnosi per cui la gestazione rappresenta una minaccia diretta per la vita della madre: è proprio in queste situazioni che le famiglie iniziano a comprendere come funziona questo metodo dall'interno. Esaminiamo questo metodo nel dettaglio: dal primo screening fino alle dimissioni dalla maternità.

Che cos'è la maternità surrogata dal punto di vista medico

Nella maternità surrogata gestazionale, la portatrice (gestational carrier) porta a termine la gravidanza senza alcun legame genetico con il bambino: l'embrione viene creato a partire dal materiale dei futuri genitori e/o di donatori, per poi essere trasferito nell'utero precedentemente preparato. È proprio questa differenza fondamentale a rendere il metodo legalmente sicuro e prevedibile. Questo percorso è accessibile a coppie sposate, genitori single e famiglie dello stesso sesso, a condizione che il programma venga eseguito in un paese dotato di una chiara regolamentazione giuridica.

È importante capire che la madre surrogata non è la madre biologica del bambino né in senso genetico né in senso legale. Lei mette a disposizione l'utero, e basta. Non si tratta di una metafora, ma di un fatto medico e legale sancito dalle legislazioni dei paesi in cui la maternità surrogata è legale.

Fase 1. Screening medico: controlli per tutti e secondo standard rigorosi

Nessun programma legale e affidabile inizia senza uno screening completo di tutti i partecipanti. È proprio lo screening a determinare la prognosi e le condizioni di avvio: stabilisce se sarà necessaria una donatrice di ovociti o se gli ovociti della futura madre sono di qualità sufficiente per creare un embrione sano, e se serve un donatore di sperma o se un breve ciclo di trattamento andrologico consentirà di ottenere spermatozoi sani dal padre. Tutti questi fattori influenzano anche il costo del programma riproduttivo.

La madre surrogata viene sottoposta a una visita ginecologica: ecografia uterina, valutazione della riserva ovarica e isteroscopia per escludere polipi, sinechie e altre patologie della cavità uterina. Parallelamente, si esegue lo screening infettivo secondo il protocollo FDA: HIV, epatite B e C, sifilide e infezioni TORCH. La prima fase si conclude con un test psicologico che valuta la motivazione, la stabilità emotiva e la prontezza ad affrontare il programma senza conseguenze per la salute mentale. Una candidata impeccabile dal punto di vista medico, ma che non supera la selezione psicologica, non viene ammessa al programma.

I futuri genitori, da parte loro, si sottopongono a uno screening genetico per verificare lo stato di portatore di malattie ereditarie, mentre l'endocrinologo della riproduzione stila un protocollo individuale basato sull'insieme di tutti i dati raccolti.

Di seguito il portafoglio completo degli esami a cui si sottopongono tutti i partecipanti al programma in conformità con i protocolli internazionali.

Check-list medica obbligatoria prima del programma di maternità surrogata
Partecipante Esame Standard
Madre surrogata Ecografia uterina, isteroscopia ASRM / ESHRE
HIV, epatite B/C, sifilide, TORCH FDA
Test psicologico ASRM
Futuri genitori Screening genetico per portatori sani ESHRE
Spermiogramma / profilo ormonale, riserva ovarica ASRM

Lo screening è la pietra miliare dell'intero programma. Più è accurato all'inizio, minori saranno gli imprevisti durante il percorso e maggiore sarà la percentuale finale di successo.

Fase 2. Creazione degli embrioni: FIVET, ICSI, PGT-A e PGT-M

L'elemento centrale del processo medico di maternità surrogata è la fecondazione in vitro (FIVET). Lo specialista in medicina della riproduzione esegue la stimolazione ovarica della donatrice o della futura madre, seguita dal prelievo dei follicoli (pick-up) e dalla fecondazione tramite ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), in cui lo spermatozoo viene inserito direttamente all'interno dell'ovocito. Questo aumenta le probabilità di fecondazione anche in presenza di parametri seminali ridotti. Gli embrioni ottenuti vengono coltivati in laboratorio fino allo stadio di blastocisti – ovvero al 5 -6 giorno di sviluppo –, momento in cui è possibile valutarne la struttura e la vitalità con notevole precisione.

Se gli ovociti della madre intenzionale non sono idonei per motivi medici, nel programma vengono inserite delle donatrici che soddisfano pienamente i criteri di selezione, inclusi fenotipo, gruppo sanguigno e stato di salute.

Nel 2026, lo standard principale è il PGT-A (test genetico pre-impianto per le aneuploidie). Prima del trasferimento, ogni embrione viene analizzato per verificare la presenza di anomalie cromosomiche, e vengono ammesse al transfer solo le blastocisti cromosomicamente normali. Secondo i dati della SART (Society for Assisted Reproductive Technology), questo riduce il rischio di aborto spontaneo in media del 40-50% e aumenta significativamente le probabilità di successo al primo tentativo. In base ai dati delle cliniche leader del settore, il tasso di impianto degli embrioni sottoposti a PGT-A raggiunge il 60-70%.

In casi specifici, quando uno o entrambi i futuri genitori sono portatori di malattie monogeniche (fibrosi cistica, atrofia muscolare spinale, malattia di Huntington e altre), si ricorre al PGT-M (test genetico pre-impianto per le malattie monogeniche). A differenza del PGT-A, che controlla il numero di cromosomi, il PGT-M analizza mutazioni specifiche nel genoma dell'embrione. Ciò consente di escludere la trasmissione di una malattia ereditaria al bambino ancora prima dell'inizio della gravidanza, evitando diagnosi prenatali invasive e decisioni complesse durante la gestazione. 

Nel 2026, la combinazione di PGT-A e PGT-M è considerata lo strumento di protezione genetica dell'embrione più completo tra quelli disponibili.

Fase 3. Preparazione dell'endometrio: la sincronizzazione è tutto

Parallelamente al lavoro di laboratorio con gli embrioni, la madre surrogata si sottopone a un ciclo di terapia ormonale per preparare l'endometrio all'impianto dell'embrione. Estrogeni e progesterone – sotto forma di iniezioni, gel vaginali o cerotti transdermici – preparano l'endometrio all'impianto in modo sequenziale. L'obiettivo è raggiungere uno spessore di 8-12 mm con una struttura trilaminare visibile all'ecografia.

Il medico esegue una serie di ecografie di controllo per determinare con precisione la "finestra di impianto", ovvero il breve periodo di massima ricettività dell'utero in cui il trasferimento darà il miglior risultato. Non sono ammessi errori di tempistica: persino un embrione perfetto non si impianterà in un endometrio non preparato. Per questo motivo, la qualità del monitoraggio in questa fase influisce direttamente sul risultato dell'intero programma.

I nostri rappresentanti del servizio clienti sono desiderosi di aiutarvi con tutto ciò di cui avete bisogno.

Fase 4. Trasferimento dell'embrione: 20 minuti decisivi

Il trasferimento è una procedura ambulatoriale della durata di circa 15-20 minuti, che si svolge sotto costante controllo ecografico. Non è necessaria l'anestesia e le sensazioni sono paragonabili a una routinaria visita ginecologica. Il moderno protocollo SET (Single Embryo Transfer) prevede il trasferimento di un embrione: questo esclude i rischi di una gravidanza multipla, riduce il carico ostetrico sulla madre surrogata e migliora i risultati per il bambino sotto tutti gli aspetti. Le restanti blastocisti di buona qualità vengono congelate e conservate, nel caso in cui si renda necessario un successivo trasferimento.

Fase 5. Conferma e monitoraggio delle prime fasi della gravidanza

Assistenza prenatale nell'ambito del programma di maternità surrogataAl 10-12 giorno dopo il trasferimento, la madre surrogata esegue un prelievo di sangue per il dosaggio dell'antigene beta-hCG. Il progressivo aumento dei livelli di questo ormone rappresenta il primo segno oggettivo di un impianto riuscito. Alla 6ª-7ª settimana si effettua un'ecografia per confermare il battito cardiaco fetale: è proprio in questo momento che la maggior parte dei genitori intenzionali, spesso residenti in un altro Paese, riceve la registrazione video e il referto medico. Il supporto ormonale prosegue fino alla 12ª settimana, ovvero fino a quando la placenta non assume autonomamente la funzione di sintesi del progesterone.

Fase 6. Assistenza prenatale 

La gravidanza viene gestita secondo un protocollo di monitoraggio ad alto rischio ostetrico. In ogni trimestre si eseguono screening approfonditi: ecografia con flussimetria Doppler e marcatori biochimici. Alla 9ª-10ª settimana si esegue il NIPT (test prenatale non invasivo per le anomalie cromosomiche fetali) e gli screening standard (alla 12ª, 22ª e 30ª settimana di gestazione). Tutti i referti vengono tempestivamente trasmessi ai genitori intenzionali.

Il percorso si conclude con la nascita di un bambino sano nel Paese scelto dai suoi genitori. Se desiderate che tutto si svolga alla perfezione e nell'ambito di un contratto a prezzo fisso, contattate il nostro manager sul sito web e richiedete un piano personalizzato gratuito per il programma più adatto a voi.


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